Strada facendo… si cresce e si sta bene insieme

Magenta, Teatro Lirico. Serata di musica leggera curata da Totem e suonata dall’Orchestra Giovani. A favore di Emergency.

INTRO (a personal status)

Qualcuno già ne avrà avuta esperienza ma per noi era “la prima” per questa serata “leggera” al Lirico a cura di Totem. Infatti si era al “terzo capitolo” del “dizionario dei sentimenti”: “amore” e “libertà” (ehi! non vale!), i primi due, sabato 7 maggio 2016 è stata la volta di “viaggiare”. Il tema, ammettiamolo, non è dei più ricercati od inesplorati, quindi approcciamoci all’evento con la sana cattiveria della critica di carta stampata, che so, del New York Times, quelle belle cose che solo negli States (e nei films) si possono dare… La serata è già piovosa, a guastare una settimana di sole e fiori di maggio durante la quale veramente ti veniva voglia di prendere e… partire, viaggiare, mollarli tutti qui alle loro inutili frenesie e tronfie ambizioni… Ti rechi in via Crivelli, sei un po’ in ritardo (come si conviene a La Press, scusate ma ci tengo seriamente al ruolo!), da fuori tutto tace e l’acqua picchietta su testa e selciato, per giunta sei cotta, lievemente febbricitante, è sabato, domani è la festa della mamma che non c’è (più) e altrove ci sarebbe anche un concertino raggae con i tuoi amici; in alternativa un divano ed una copertina non li avresti disdegnati; “mah, speriamo quantomeno che non me la menino con Mogol e Battisti… (pensa la punk hard rocker che c’è in te).

Scosti ancora distrattamente i tendoni di accesso alla platea e…. “Sì, viaggiare” ! (Battisti e Mogol !)

(che poi, chi non la ha mai, ma veramente mai, canticchiata guidando? dai, fuori i  numeri, sdoganatevi!). Dal fondo della sala il colpo d’occhio è su una scena colorata e piena di gente (sono i musicisti!), valigie appese e, a ridosso della “fossa”, un prato verde tagliato al centro da una carreggiata d’asfalto nero, con una riga in mezzo… una rampa di lancio verso lo spettacolo! (sarà anche scontata, ma il suo bravo effetto lo fa, eccome! ma guarda un po’ questi di Totem: ‘sto Lirico lo sto vedendo in tutte le salse e sotto tutti i faretti e le cromature possibili !…)

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THEME & PLOT (reprise)

Teatro colmo e stipato, sabato sera, 7 maggio, per il concerto animato (esiste? la invento io, la categoria del concerto animato, dopo quella del cartone animato) di Totem. “terzo capitolo” del “dizionario dei sentimenti”: “amore” e “libertà” (ehi! non vale!), i primi due, questa è stata la volta di “viaggiare”.

Lo spettacolo è una sorta di concerto – narrazione a tema, a partire dal quale è stata proposta una selezione (una ventina) di canzoni tratte dalla musica leggera, italiana ed internazionale, collegate  tra loro con un espediente narrativo (delle brevissime gag tra una canzone l’altra) volto a mettere in luce le diverse declinazioni ed accezioni del verbo “viaggiare” e dunque le diverse emozioni che le canzoni stesse esprimono o suggeriscono.

Un impianto semplice, niente di rivoluzionario o di stravolgente circa le nostre comuni esperienze e concezioni. Ma è proprio qui che si apprezza la validità  di uno spettacolo ben fatto, curato, simpatico, fresco e molto molto godibile. Come dire, un’esperienza accessibile a tutti, comprensibile da tutti anche a mente pienamente rilassata. Un’esperienza partecipabile. Lo stato perfetto per lasciarsi andare, così come salire su un bus on the highway e lasciarli trasportare, con ritmico andamento, per le campagne od i cieli di qualche terra a noi gradita. O meglio ancora, per meglio dire:

“evitando le curve più dure… dolcemente, viaggiare”.

I brani selezionati sono noti, anche questo mette a proprio agio lo spettatore: tante volte è bello ascoltare o ri-ascoltare qualcosa che ci piace e con cui abbiamo familiarità; alcuni di più, alcuni di meno, magari, ma sempre roba buona. Soprattutto se ci vengono proposti in una veste non consueta, suonati da una orchestra sinfonica, sostenuti da una band ritmica e poppeggiante, ri-arrangiati molto molto bene da qualcuno che di musica, evidentemente, ne sa.

Ed eccoci qua. L’Orchestra Giovanile di Totem (con inserimento di alcuni allievi del nuovo Liceo Musicale magentino), diretta dal maestro Andrea Di Vicenzo (coadiuvato nella preparazione dai maestri Giuseppe Miramonti e Xiliola Kraja), “La Band”, ovverosia gli adulti del gruppo, (batteria, chitarre, basso, tastiere) capitanata dal maestro Alessandro Giampieri, e le voci: i giovanissimi (e bravissimi) Arianna Meda, Federica Morra e Daniele Azzena. Questo per la parte musicale. La scena – insieme alla già descritta scenografia – è stata poi animata dagli interventi della vivace Paola Ornati e di Lorenzo De Ciechi (autori dei propri testi e curatori di regia e scene con Antonella Piras), i quali, muovendosi tra le fila dei musicisti ordivano un filo narrativo, tra il recitativo ed il didascalico, alla scaletta. Vivace personaggio di giovinetta briosa e pronta a cogliere le possibilità del nostro agiato e rapido mondo del XXI secolo, la prima; figura più riflessiva, con accenni poetici e d’un umorismo a volte venato di amarognolo, il secondo. La ragazza che si fa donna negli anni 2000 e l’adulto che fu ragazzo e fanciullo negli ultimi decenni del Novecento, alle cui atmosfere guarda con nostalgia – reso dal De Ciechi sfoderando un piglio comico da cabaret milanese d’antan – quando tutto questo (il pop) ebbe inizio e fu… un viaggio fantastico!

Sicché, il viaggio può iniziare guidando un’automobile (Battisti) ma può finire con un razzo nello spazio (Bowie); si muove con la brama di conquistare le strade del mondo bruciando tutto il proprio ardore (U2) o salpando melanconicamente e coralmente insieme, con Rod Steward, verso il mare della vita; saremo stranieri, come inglesi a New York con Sting, o ci ritroveremo sempre su un palco ed in una città per cantare con Ron; ce ne andremo per cercar fortuna e non tornare con John Denver o ci perderemo nel deserto per liberarci di una identità e trovarne un’altra come il cavallo senza nome degli America. Faremo viaggi di allucinata fantasia con Lennon ed i Beatles oppure avvertiremo nella solitudine della sera la lontananza di chi amiamo con Carol King. Guideremo piano, percependo la vita che si risveglia in un respiro che si apre con Fabio Concato oppure immagineremo, struggendoci, “lontano, lontano”, un nostro amore di tanto tempo prima che per un attimo sentiremo ancora lì. Oppure ancora, in omaggio alla Festa della Mamma, augureremo un viaggio di realizzazione ai nostri figli come Mannoia o di crescita attraverso le dolci ed amare esperienze della vita con Baglioni. Si può viaggiare leggendo (un bel cameo quello su Tartarino di Tarascona, firmato da De Ciechi). Ed infine, il viaggio, è anche quello che ci porta alla tappa ultima: quella in cui lasceremo questa esistenza e ci imbarcaremo, chissà, verso un’Altra vita… e di quel momento, di quell’ultimo viaggio (in auto!) e dell’approdo all’Hotel dell’Aldilà, ci ha dato una sua affettuosamente mondana e minimale visione, di nuovo,  Lorenzo De Ciechi (“è l’ultimo, fatemi stare davanti!”).

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In comune questi brani hanno avuto però non solo il tema e le sue possibili declinazioni: hanno avuto gli ottimi arrangiamenti dei maestri Di Vicenzo (per l’Orchestra) e Giampieri (La Band). Hanno avuto la freschezza e la bellezza (sì, voci veramente belle) dei giovanissimi interpreti (qualcuna in procinto veramente di partire per studiare musical a New York). Morale: impossibile non accennare a cantare insieme a loro (potenza del pop: è impossibile resistergli! i piedi si fanno ballerini e le ugole han voglia di liberarsi). Ed hanno avuto, last but not least, l’esecuzione dell’Orchestra Giovani, in questa esperienza tra strumentazione classica e genere pop che così bene hanno interpretato nella gaiezza della loro giovane età.

Ed è così che, con la scusa del dizionario, il viaggio della sera del 7 maggio è stato, trasportati sul tappeto volante del concerto unplugged – (in alcuni momenti mi son sentita nel film di Altman con la Streep, Radio America…fortunatamente qui non deve chiudere nessun teatro! anzi! lunga vita!) -, nella nostra  musica leggera, a ritrovare quei brani, quei motivi e quei testi che abbiamo vissuto così soggettivamente, hanno magari accompagnate le nostre esperienze di vita, tanti momenti, da soli od in compagnia; ma che fanno parte ormai del patrimonio comune della nostra cultura occidentale (che sia benedetta!); e non c’è bisogno di essere dei “patiti”, perché tutti quanti, di ogni età, li conoscono, anche solo una nota, anche solo un accenno. E molte altre generazioni ancora – ci auguriamo! – ancora li vivranno, li canteranno, li suoneranno… (la cultura occidentale: così bella quando è bella!…)

Da menzionare anche la scenografia luci ed il mixer audio (Pierangelo Meda, Giacomo Vilbi, Alessandro Radaelli) e le animazioni grafiche – particolarmente in risalto nel Beatles Tribute – di Fulvio Marino (proiettate su un telone a mo’ di vela sul fondo della scena).

CONCLUSIONI (“Strada facendo…”)

In definitiva, una bella serata di svago. Un concerto-spettacolo che si è ben presto tramutato in una vera e propria festa “di ringraziamento” per e da gli Amici di Totem, i quali si sono “rilassati” (si fa molto per dire: 4 mesi di lavoro) con questo “intermezzo” o “commiato” pop prima dell’ultima data della stagione sinfonica del Lirico – sabato 21 maggio – con il concerto della sinfonica “Città di Magenta”, Haydn e Beethoven.

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A sugello di questa bella atmosfera di insieme e di amicizia, ed a corroborare lo svago con valori di solidarietà, la presenza di Emergency dell’Ovest Milano. Altri amici di Totem e di Magenta a cui è stato devoluto il ricavato della serata. Perché se viaggiare è bello, viaggiare per soccorrere chi è debole, è nobile. Emergency –  a breve compirà 22 anni di attività – tra gli altri presidi sparsi nel mondo, sta lavorando a quello di Bangui, Repubblica Centrafricana, ove si vuole potenziare l’ospedale ed il centro pediatrico (come hanno illustrato dal palco Alberto Pecorari e la dottoressa Emanuela Valenti).

In sala, a supportare il sempre puntuale ed egregio lavoro di Mario Mainino – appassionato musicofilo, supporter e documentatore fotografico di eventi (vedi alla voce concertodautunno.it ) – c’era per l’occasione il Gruppo fotografico di Inveruno “Foto in fuga” (in gallery qui sotto ne mostriamo alcuni scatti, in particolare di  Luisa Giussani).

Infine la Presidente di Totem ha ringraziato tutti i sostenitori, il Comune di Magenta con il Sindaco Marco Invernizzi – presente in sala insieme al suo predecessore, Luca Del Gobbo; ed ancora i colleghi di Magenta Cultura 2016 (come fecero – ad onor di giusta cronaca – gli omologhi degli altri filoni: Daniela Parmigiani di Urbanamente durante la serata filosofica di Zoja il 19 aprile, Luca Cairati di Teatro dei Navigli il 20 aprile con Peperoni Difficili,  Alberto Baroni di CinemateatroNuovo al termine di Taxi Teheran il 7 aprile).

Reso, soprattutto, da parte della Presidente Piras, pubblico e giusto tributo a tutto il team della diciottenne associazione culturale magentina: gli insegnanti, i musicisti, gli operatori e curatori i quali tutti insieme, chi più sotto i riflettori chi nell’ombra dell’impegno quotidiano, permettono la realizzazione di ogni spettacolo. Non da ultimo, il pubblico, senza il quale, evidentemente, non vi sarebbe lo scopo del lavoro. Nelle parole di Antonella Piras, “un viaggio, come la vita, è più bello se si può condividere con qualcuno”.

 

Alessandra Branca

 

L’ORCHESTRA Giovanile Totem è:

Violino

Michele Alziati, Cristina Ballarini, Anna Giammattei, Sara Lo Iacono, Giulia Morani, Martina Orsi, Cristina Pelizzari, Alberto Repossini, Francesca Ripoldi, Rebecca Sodano, Erica Spozio, Matteo Terzoli.

E la gentile partecipazione di Francesco Comunale Lucia Montagna

Viola

Jolanda Bruno, Clara Repossini

Violoncello

Andrea Alziati, Tommaso Boschetti, Irene Lo Iacono, Nicolò Imprescia.

E la gentile partecipazione di Sara Cerutti, Greta Lavatelli e Carlo Mainardi.

Contrabbasso

Paulo Montoya

Flauto

Daniel Voltolini

Clarinetto

Giorgio Noè

Oboe

Erica Meda

Corno

Giulia Di Saverio

Tromba

Daniele Velati, Daniel Sencenko

 

LA BAND è:

Alessandro Giampieri e Efrem Bonfiglio, chitarre

Gioele Bonfiglio, basso elettrico

Fabio Gangi, piano/keyboard

Marco Nebuloni batteria e percussioni

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Accademia dell’Annunciata, Ecoistituto e Terre dei Navigli valorizzano la cinquecentesca Chiesetta di San Rocco a Cuggiono

E’ passato un poco in sordina, tra le tantissime iniziative di questi giorni di maggio. ma venerdì sera, 6 maggio, nel “belpaese” di Cuggiono c’è stato – in concomitanza con Esf in Villa Annoni – un piccolo evento, un gioiellino come solo quelli di Cuggiono riescono a realizzare, così, in condivisione e collaborazione e senza tanti clamori. Protagonisti la Chiesetta di San Rocco – cinquecentesco scrigno d’arte della cittadina, con il suo organo a canne tra i più pregiati della Lombardia e l’Orchestra da Camera dell’Accademia dell’Annunciata di Abbiategrasso. In programma musiche da Vivaldi, Corrette, Purcell e Haendel.

Rachel O'Brian_mezzosprano_Accademia_AnnunciataAlla direzione dell’ensemble, nonché al cembalo ed all’organo, il maestro Riccardo Doni. Apprezzatissima – come dire, per forza di canto – dal folto (e stipato) pubblico la mezzo soprano Rachel O’Brian; ma toccanti e sublimi sono risultati tutti gli strumentisti della pregiata accademia abbiatense che ha sede presso il plesso dell’ex Convento dell’Annunciata; e li vogliamo qui nominare:

Cembalo, Organo e direzione, Riccardo Doni

Violino e tutor, Carlo Lazzaroni  
Violoncello e tutor, Marcello Scandelli  
Mezzo soprano, Rachel O’ Brien  
 
Violini: Archimende De Martini, Carmen Munoz, Miguel Munoz
Violini II: Angelo Calvo, Pierfrancesco Pelà, Regina Yugovich
Viola: Maria Bocelli, Filippo Bergo.
Violoncelli: Maria Calvo, Leonardo Duca
Basso: Paolo Bogno 

Concerto in San Rocco 2Una bella serata quindi, preziosa, dovuta alla collaborazione – insieme alla Parrocchia cuggionese – tra due soggetti della realtà territoriale del nostro “Est Ticino” da molti anni operanti a vari livelli per la crescita culturale, ambientale ed economica locale: Ecoistituto della Valle del Ticino ed l’associazione “Terre dei Navigli”. Una intesa tra questi due soggetti che si fonda su valori comuni di cura e valorizzazione del patrimonio paesaggistico, ambientale ed agricolo del nostro territorio; per una cultura armoniosa tra antropizzazione e paesaggio; economia e rispetto della biodiversità; crescita e reale sostenibilità globale del sistema. In questo contesto valoriale, la cultura – ma che sia alta – non stona affatto, anzi ne diviene rappresentazione ed espressione. E così nella sera di venerdì gli autori classici barocchi hanno parlato di questa armonia, di questo dono che non dovremmo mai disprezzare. Un evento che rappresenta una tripletta in termini di “chicche”: l’Accademia musicale, Cuggiono ed il suo patrimonio, l’Est Ticino e le sue belle realtà civili.

Alessandra Branca

* Il programma musicale della serata

 I PARTE

Antonio Vivaldi
SINFONIA in Re magg. RV 125
SPOSA SON DISPREZZATA da Bajazet

Michelle Corrette
CONCERTO II

Henry Purcell
OUVERTURE da “Dido and Aeneas”
CHACONNE da “The Fairy Queen”
DIDO’S LAMENT da “Dido and Aeneas”

Antonio Vivaldi
ARMATAE FACE ET ANGUIBUS da “Juditha triumphans”

II PARTE

Antonio Vivaldi
CONCERTO in Sol minore RV315 “L’Estate”

G. Friedrich Haendel
OUVERTURE da “Alcina” HWV 34
MI LUSINGA IL DOLCE AFFETTO da “Alcina” HWV34

Antonio Vivaldi
CONCERTO in La minore RV 522

G. Friedrich Haendel
DOPO NOTTE da “Ariodante”

http://win.ecoistitutoticino.org/iniziative/2016/concerto_san_rocco.pdf

LAND_where-is-my-love_Annunciata_5maggio2016_Le-Strade-del-TeatroEmozioni e divertimento con lo spettacolo di danza contemporanea “L.A.N.D. – where is my love”, all’ex Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso

Ci siamo, ieri sera, giovedì 5 maggio, è partito il XXI Festival Internazionale di Teatro Urbano Le Strade del Teatro 2016 . Appuntamento ormai storico e consolidato, sotto la direzione artistica di Teatro dei Navigli guidato dall’eccellente Luca Cairati, il Festival rappresenta quel “quibus” che ha saputo rendere negli anni Abbiategrasso e i Comuni del suo circondario che vi si sono aggregati, “La città ideale” del Teatro Urbano. Vale a dire – intendiamo – come l’arte possa dare valore aggiunto ad un luogo, ad una cittadina, ad una comunità; in termini di ricchezza estetica, qualità del vivere e – perché no – in termini di nuova prospettiva economica; per una città al passo coi tempi in grado di offrire nuove e diverse possibilità di aggregazione e sussistenza alla comunità ed al territorio.

Fuori dalle considerazioni di ordine economico e sociale – (strategico, politico… perché parlare d’arte non è mai solo parlare d’arte, la cultura siamo noi, se mi concedete, ndr) – torniamo all’evento di apertura del 5 maggio, nel suggestivo contesto dell’ex Convento dell’Annunciata della cittadina sul Ticino e sul Naviglio a sud ovest di Milano, tra Parco del Ticino e Parco agricolo Sud Milano.

Presenti le autorità e la brava assessore alla cultura Daniela Colla, la quale ha svolto presentazione ed onori di casa insieme a Luca Cairati, lo spettacolo di danza contemporanea “LAND” ha saputo coinvolgere tra emozione e divertimento, offrendo ai numerosi spettatori, ancora una volta, una relazione che si esprime attraverso il linguaggio del corpo e la sua duttilità, la capacità compositiva e relazionale tra corpi ed ambiente.

L.A.N.D, where is my love, una performance di danza contemporanea e ricerca, ideata e coreografata da Daniele Ninarello e che prevede in scena i danzatori: Annamaria Ajmone, Marta Capaccioli, Pieradolfo Ciulli, Cinzia Sità e lo stesso Daniele Ninarello. Lo spettacolo è stato insignito del Progetto vincitore del premio CollaborAction 2014 assegnato dalla Rete Anticorpi XL. Lo spettacolo, seguito dal dramaturg Carlotta Scioldo, segue come una fluente visione onirica, arricchita dalle musiche di Andriano De Micco e Stefano Risso.

Soddisfazione per gli organizzatori e per il Comune di Abbiategrasso, il prossimoMeravigliosamente Alice_FESTIVAL TEATRO URBANO_Teatro dei Navigli appuntamento della rassegna di Teatro Urbano è già domani, a Boffalora sopra Ticino, alle ore 17 con uno spettacolo per bambini e famiglie: Madame Rebiné “Cabaret” (che replicherà ad Ozzero domenica 8 maggio alle 17), mentre a Mesero, Centro socio-culturale di via Piave, domenica 8 maggio alle ore 16:30, Teatro dei Navigli porterà la propria produzione “Meravigliosamente Alice”.

Il Festival coinvolge i Comuni di: Abbiategrasso, Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Corbetta, Cusago, Boffalora Sopra Ticino, Magenta, Mesero, Ozzero, Vermezzo, Zelo Surrigone (torna quest’anno Magenta!). Iniziato con la A di Abbiategrasso ieri sera 5 maggio si concluderà con la V di Vermezzo il 24 giugno (notte di San Giovanni) e procede con date a ritmi serrati su tutti gli 11 comuni, distribuiti nelle sere o pomeriggi di giovedì, venerdì, sabato e domenica con spettacoli di alta categoria di teatro urbano internazionale (gli unici a pagamento, ma dell’ordine di pochi o pochissimi euro – 3 o 5 – dunque veramente accessibili a tutti) e spettacoli per bambini e famiglie.

Lo scopo è quello di creare aggregazione, offrire un intrattenimento per la bella stagione che sappia arricchire grazie al suo tasso di creatività ed al contempo far vivere una dimensione diversa (o forse solo dimenticata…) delle nostre cittadine. Come si diceva all’inizio: valore aggiuntodel territorio tra Naviglio e Ticino che ambisce ad una nuova vocazione integrata tra commercio, quel che rimane dell’industria, economia più o meno moderna, new economy e valori naturalistici, agricoli, artistici…valore indispensabile.

Alessandra Branca