Teseiron, aspirante quartetto italiano, con Totem all’Agorà di Robecco sul Naviglio

Mini-rassegna con la musica giovane da camera organizzata dai ragazzi dell’Agorà in collaborazione con Totem di Magenta; dopo il primo appuntamento con  trombe e tromboni  (dal barocco alle musiche per film), seconda serata con la più classica delle formazioni cameristiche, il quartetto.

Per l’occasione Agorà non deve andare molto lontano poiché la cittadina sul Naviglio trova nei pressi del proprio romantico ponticello la materia prima. Del quartetto Teseiron in scena, infatti, la metà dei componenti – il violoncello ed il secondo violino sono robecchesi doc, Carlo e Marina Mainardi; l’atra metà, Francesco Della Volta (primo violino) e  Lorenzo Scaglione (viola) provengono rispettivamente da Milano ed Arese. Questo per inquadrare geograficamente il contesto, sottolineando come, accanto a quello di ascolto di musica “classica” vi sia lo scopo – primario – di promozione di giovani talenti “vicini”, offrendo loro palchi di esibizione in pubblico.

“Teseiron” sta per quattro (dei quattro, dal greco); ed i quattro ventenni – tutti studenti del Conservatorio Verdi di Milano – hanno dato avvio alla propria formazione nel 2014, su ispirazione del maestro Fulvio Luciani di cui i ragazzi sono allievi nei corsi delle “Officine Luciani”. Un maestro, un’idea che potrebbe farsi progetto ed una sana amicizia: questi gli elementi che portano alla costituzione del Teseiron; per realizzare il quale, Scaglione passa dal violino alla viola (alla domanda: “e ne sei stato contento? risponde: “mi ha cambiato la vita!”: a giudicare dal sorrisone che gli spunta in volta si direbbe in meglio!).

Da allora diverse esibizioni, la recente partecipazione al Premio Città di Giussano e venerdì 18, tappa all’Agorà; dove un pubblico di casa ma anche di appassionati ed intenditori li aspetta ad un amichevole “varco”.

La proposta di serata del Teseiron si caratterizza per la sfida del “diverso” che spesso la gioventù lancia;  si muove infatti tra uno Schubert di un noto “incompiuto” (“Quartettsatz” in Do minore) ed un Beethoven tardivo, quindi già in fase divergente rispetto al quello della produzione più tipica  (Quartetto in Fa maggiore opera 135). In mezzo a questi due assi del romanticismo il Teseiron piazza un Alfred Schnittke (autore sovietico, 1934 – 1998) con un quartetto n.3, del 1983, composto per la Kunstehalle di Mannheim.

L’esecuzione dei quattro trasmette tutta la concentrazione, l’impegno ed anche un poco di emozione (suvvia, ammettetelo!) di una formazione ai primordi che si confronta con la strada che sta intraprendendo: quella della carriera musicale e dell’esibizione in pubblico. Per cui, un palco sufficientemente “intimo” ed un pubblico che non sia una giuria di competizione, consentono agli stessi ragazzi di testarsi. “Abbiamo scelto il programma in base a quanto studiato nell’ultimo corso di perfezionamento con il Maestro Luciani ed anche per verificare tra noi il livello raggiunto”, dichiarano al termine nella breve intervista che ci hanno simpaticamente concesso.

Per cui, terminata l’interessante scaletta in locandina, Francesco, Marina, Lorenzo e Carlo, visibilmente contenti del plauso che la platea tributa loro, ringraziano i convenuti con dei bis. Ed è proprio qui che i ragazzi ci intrattengono con più scioltezza, evidentemente svanita la tensione degli autori più impegnativi. Sono quindi i Beatles di Come together e di  Blackbird, trascritti per archi, a salutare (come usa fare ormai molto spesso nei bis dei concerti delle più acclamate formazioni da camera internazionali), questa serata di “classica giovane” all’Agorà. In prima fila, ad applaudire con gioia ed orgoglio, Antonella Piras di Totem (insieme ad altri totemini in sala), mentore del gruppo (Marina e Carlo hanno fatto parte della piccola orchestra di Totem per anni).

Giù dal palco, insieme ai complimenti ed agli auguri, la domanda corre d’obbligo: avete una formazione di quartetto alla quale vorreste somigliare o alla quale vi ispiriate? La risposta, entusiasta ed unanime, è anch’essa d’obbligo: “Al Quartetto Italiano!”. Eh già, allievi innamorati (come è bello che sia) del proprio maestro: Fulvio Luciani, infatti – lo impariamo insieme – è stato egli stesso allievo di Paolo Borciani: fondatore e primo violino del Quartetto Italiano, ad oggi il massimo quartetto d’archi di nazionalità italiana, attivo tra il 1945 (quando i membri erano ventenni) ed il 1980. Il testimone passò poi al quartetto fondato da Fulvio Luciani, cui Borciani stesso affidò il proprio nome, attivo dal 1984 sino al 2004.

L’augurio ai Teseiron è di vivere e maturare un’esperienza concertistica proficua ed una lunga amicizia.

La prossima occasione per conoscere Teseiron sarà domenica 20 marzo presso Iseo. Mentre il prossimo – terzo ed ultimo – appuntamento con la piccola rassegna cameristica di Agorà (la cui direzione artistica è affidata allo stesso Carlo Mainardi) è per venerdì 1 aprile. Sul palco il sole del violoncello di Stefano Cerrato a confrontarsi col gigante J.S. Bach e le sue universali “Cello Suites”.

 Alessandra Branca

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...