La felice serata al Lirico di Magenta con il Piccolo Spazzacamino di Totem e del Maestro Bruno Casoni

Ma la felicità esiste? se sì allora ci vorremmo azzardare a dire che essa ha certamente abitato il Teatro Lirico di Magenta, venerdì 11 marzo.

La felice serata al Lirico di Magenta con il Piccolo Spazzacamino di Totem e del Maestro Bruno Casoni

Che serata straordinaria e sorprendente al Lirico, venerdì! Ma chi lo avrebbe mai detto che  un’opera “in miniatura”, come è “The Little Sweep”, (“Il Piccolo Spazzacamino”) di Benjamin Britten, nella produzione di Totem – La tribù delle arti, un’opera fatta per e da bambini e ragazzi, potesse coinvolgere e stravolgere a tal punto il pubblico adulto di un teatro d’opera, di lirica, nella sua allure drammatica, da farlo letteralmente volare su un tappeto magico di sorriso e tenerezza, partecipazione e giocosità.

E che sorpresa, anche il Maestro, quel canuto Bruno Casoni, prestigioso nome dell’eccellenza musicale italiana nel mondo, a dirigere cantori e musicisti, ancora piccole verdi foglioline del pentagramma e delle scene, con una mitezza, ironia e dolcezza da nonno a nipotini, senza mai perdere autorevolezza, che ci ha fatto venire alla mente certe figure di maestri di scuola di un tempo, che ormai, nei gradi di istruzione, non figurano nemmeno più.

A lui in primis, ai tecnici di scena della Accademia della Scala, i quali si son generosamente prestati a questo progetto (Lorenza Cantini, straordinaria regista, Angelo Sala per le scene, Cinzia Rosselli per i costumi, Marco Filibeck, light designer ovverosia luci); insieme a questa tribù bricconcella di Totem, dove le arti son di casa – una “casa” sempre di un certo stile e mai un livello in meno (non per nulla si chiama Teatro Lirico, quando non Villa Naj Oleari); a questi propositivi produttori ed artisti va il merito di questo progetto musicale originale, il cui valore va ben oltre la mera esecuzione di uno spartito ed una sceneggiatura, interpretando con discernimento e generosa audacia non solo la composizione ma lo spirito stesso con cui il creatore, Benjamin Britten, nel 1949, scrisse l’opera. Un’opera “per l’infanzia”, il cui intento dichiarato era quello di avvicinare i piccini al mondo della musica d’opera, quindi alla bellezza ed alla vitalità dell’arte, coinvolgendoli in prima persona, rendendoli protagonisti; non protagonisti passivi, “prestati” alla scena od all’esecuzione della partitura, bensì presenze attive, interattive, di un gioco che si chiama: “facciamo un’opera” (“Let’s make an opera” è infatti il sottotitolo che Britten volle dare al suo Spazzacamino).

Venerdì sera, in “buca”, i giovani dell’Ensemble dell’Orchestra Città di Magenta, con i ragazzi del coro della scuola media Baracca di Magenta; sul palco le Voci Bianche, solisti e coro, del gruppo dell’Accademia della Scala; tutti diretti dal maestro Bruno Casoni, il quale ha saputo condurli ad una ottima, partecipata e coinvolgente esecuzione. Del resto, il nostro buon Britten ha congenato un’opera perfetta per i suoi giovani interpreti con un sapientissimo utilizzo dei mezzi musicali manipolati fino a renderli quasi essi stessi “giochi” per le mani (o voci) poco pazienti dei piccoli destinatari (interpreti o pubblico).

Il risultato è stato uno spettacolo di irresistibile simpatia e candore, di una allegria contagiosissima, la cui forza veniva in egual misura dalla partitura, dalla vivacità dei ragazzi, dai costumi, dalle scenografie, dalle trovate registiche e le mascherate (strepitosi i “giocattoli”! e che dire del bus finale?). Una messinscena, come si dice, veramente “felice”. Scroscianti applausi al termine ed una voglia di non disperdere subito quell’esperienza; il Maestro che sale dalla buca al palco per il plauso e l’abbraccio affettuoso con i tanti protagonisti, a gruppi mobilissimi davanti al pubblico; l’entusiasmo e l’allegria così spontanei e pieni da indurre il Maestro ad un improvvisato bis dal palco con la ripetizione del marciante finale. Nessuno voleva più abbandonare quella scoppiettante festa comune. Il foyer, a fine serata, è stato a lungo animato da un vivace rumoreggiare, cerchie di persone in continuo scambio, sorrisi ovunque. Che bello, che felicità! (ah, benedetta funzione catartica dell’arte, anche solo attraverso un piccolo Spazzacamino!).

E se è pur vero che la felicità sia effimera, non altro che un momento, sarà vero anche, però, che certi momenti lasciano impronte dentro di noi, le quali ci accompagneranno nel tempo a venire, magari modificandoci, in positivo. Per qualcuno, come un ricordo che allieta e stempera le asperità dell’esistere; per altri – come pensiamo, speriamo, siamo certi – per i tanti ragazzi che hanno interpretato ed assistito all’opera dello Spazzacamino, potrà essere un incontro, una tappa, nello sviluppo di un amore e di una gioia per la musica, per l’arte, per il fare insieme, che saprà formare virtuosamente la loro crescita.

Un sentito grazie a tutti coloro – Totem, Maestro Bruno Casoni, Accademia de La Scala –  che hanno reso questo bell’evento un gioco… vero! Bravi!

Alessandra Branca

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