Magenta Cultura, rappresentanza e libertà

Staffetta Simone – Ronchi per comprendere i meccanismi nascosti della nostra società. Parlando di libertà.

Rappresentanza, crisi della democrazia, realismo della “libertà”

Il percorso di riflessione accompagnata da docenti universitari di fama internazionale che Magenta Cultura sta proponendo al pubblico avanza, di tappa in tappa, verso il cuore della nostra società.

Se con Umberto Galimberti e Carlo Sini abbiamo capito che la libertà è un concetto convenzionale che assumiamo quale strumento ed orizzonte per i nostri comportamenti sociali, la conferenza tenuta da Raffaele Simone il 23 di febbraio scorso, ci ha messi di fronte al meccanismo centrale della società contemporanea occidentale, quella che noi viviamo: quello della rappresentanza
democratica.

Il sistema di designazione dei dirigenti istituzionali di una società attraverso un sistema elettivo e democratico è decisamente recente ma già, ai nostri giorni e nella nostra stessa realtà italiana, presenta alcune criticità ed anelli che cominciano a saltare. Indizio inequivocabile il crescente astensionismo elettorale; cui fa da controcanto una esigenza di partecipazione diretta di una parte di popolazione che trova nei nuovi strumenti tecnologici agorà di nuova generazione.

Anche Simone – linguista di fama internazionale e sociologo – come i due professori che lo hanno preceduto sul palco del Lirico ammonisce – come prima ed ultima istanza – dal prendere in maniera assolutistica ed infallibile perfino la stessa idea di democrazia la quale andrebbe considerata un auspicio più che un principio assoluto. (forse solo così potrebbero cadere certe bende dagli occhi e cominciare così a salvaguardarla veramente – ci permettiamo di chiosare – la nostra “libertà”; troppo labile il confine a volte tra principi dogmatici ed “idola”, che dalla notte dei tempi, vengono eretti su altari  ai piedi dei quali ci si piega proni rinunciando alla propria ragione e, troppo spesso, umanità).

La serata del 23 con Simone ha confermato il MagentaCultura2016_Invernizzi_DeSimonesuccesso delle precedenti: “Sono molto
soddisfatto
” – commenta il Sindaco Marco Invernizzi, ideatore della rassegna stessa; “abbiamo un pubblico ampio e differenziato con una forte presenza di giovani:  non sono soltanto quelli dei licei, come si potrebbe scontatamente pensare, ma molti degli istituti professionali e di questo sono ancora più contento; e tutti mostrano, sia durante il dibattito che nei numerosi capannelli che si formano, al termine delle conferenze,  in teatro od uscendo nelle sue immediate vicinanze, un grande desiderio di partecipazione e di comprensione delle problematiche proposte”.

E allora quale migliore occasione per continuare a sondare i gangli della nostra società di quella che ci permette la prossima serata “filosofica”  di Magenta Cultura? Martedì prossimo – 8 marzo, 2016 – sarà la volta – anche per lui la seconda su suolo magentino – di Rocco Ronchi, professore ordinario di filosofia teoretica all’Università de L’Aquila e docente presso Istituto di ricerca di psicanalisi applicata (Irpa). Ronchi ci condurrà nell’esplorazione analitica dei tre concetti di libertà che caratterizzano la modernità: quella razionale, quella esistenziale e quella – udite udite – reale!

< Se la prima coincide con la nozione filosofica e metafisica di libertà, la seconda è la forma che la libertà ha assunto con la crisi della modernità e che costituisce l’architrave del cosiddetto neoliberalismo. Come esempio della prima si farà riferimento alla concezione cartesiana e razionalista, come esempio della seconda alla concezione tragica di Dostoevskij. Con “libertà reale” si intende sondare una possibile via d’uscita dalla condizione neoliberale, che eviti il rischio delle derive autoritarie e criptofasciste e che riattualizzi alcune istanze del marxismo > (presentazione di Rocco Ronchi)

Per un 8 marzo fuori dai soliti cliché, martedì ore 21 teatro Lirico Magenta: “L’illusoria libertà, tutti siamo liberi purché nessuno lo sia veramente”.

Alessandra Branca

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